
Gomito del tennista: sintomi, cause e terapie efficaci
Il gomito del tennista, noto in medicina come epicondilite laterale, è un disturbo diffuso che colpisce la parte esterna del gomito a causa di sovraccarico tendineo. Non riguarda solo i tennisti: è frequente anche tra chi utilizza molto il computer, chi svolge lavori manuali o attività ripetitive. In questa guida vedremo come riconoscerlo, cosa lo provoca e quali terapie funzionano davvero.
Cos’è il gomito del tennista?
Il gomito del tennista è una microlesione o degenerazione dei tendini che uniscono i muscoli estensori del polso al bordo esterno del gomito. Le lesioni si generano per microtraumi ripetuti, posture scorrette o movimenti errati, mantenuti nel tempo, e spesso non accompagnati da infiammazione evidente.
Cause più frequenti:
- movimenti ripetuti del polso e dell’avambraccio
- lavoro prolungato con mouse e tastiera
- tecnica scorretta in sport (tennis, badminton, squash)
- professioni manuali (elettricisti, idraulici, falegnami)
- scarsa ergonomia e mancanza di pause
Sintomi da riconoscere
Il segno principale è dolore nella parte esterna del gomito, che può irradiarsi al polso. Si intensifica durante la presa, la torsione o il sollevamento, ostacolando gesti quotidiani come aprire una porta o sollevare una tazza.
Segnali tipici:
- dolore a pressione sull’epicondilo
- aumento del dolore nel muovere il polso o chiudere il pugno
- riduzione della forza di presa
- rigidità e limitazione dei movimenti al mattino
Attenzione: sintomi simili possono derivare da problemi cervicali o scapolari. La diagnosi precisa è fondamentale.
Diagnosi: a chi rivolgersi?
In caso di sospetto, consultare un ortopedico o un fisioterapista. La valutazione include:
- intervista dettagliata sulle abitudini e i sintomi
- esame fisico con test specifici
- ecografia o risonanza magnetica per valutare i tendini
Può essere necessario valutare anche colonna cervicale e spalla, dove possono originare sintomi irradiati.
Terapie efficaci per il recupero
Il primo obiettivo è ridurre lo stress sulla zona colpita, per favorire la guarigione. Successivamente si interviene con fisioterapia e riabilitazione mirata.
Primi rimedi da casa:
- impacchi di ghiaccio: 20–30 minuti, 2–3 volte al giorno
- tutore o fascia: per alleviare la tensione sui tendini
- evitare movimenti dolorosi o ripetitivi
- ridurre temporaneamente l’attività fisica
Gli antinfiammatori aiutano nel breve termine, ma non risolvono la causa senza un intervento terapeutico mirato.
Fisioterapia: pilastro della guarigione
La fisioterapia rappresenta il trattamento più efficace. Il terapista valuta l'intera biomeccanica di braccio e postura, non solo il punto dolente.
Tecniche usate:
- massaggio e mobilizzazione dei tessuti molli
- esercizi di potenziamento per avambraccio e spalla
- stretching per rilassare muscoli tesi
- recupero della forza di presa e dell’articolarità
Ulteriori approcci includono:
- terapia con onde d’urto (ESWT)
- ultrasuonoterapia o elettroterapia
- agopuntura o dry needling
- mobilizzazione dei nervi periferici
Prevenzione: evitare recidive
Poi la guarigione, è fondamentale mantenere abitudini corrette: ambiente ergonomico, postura adeguata e esercizi regolari aiutano a previene il ritorno del dolore.
Consigli utili:
- postazione di lavoro ergonomica
- pause frequenti durante attività ripetitive
- riscaldamento prima dell’esercizio fisico
- tecnica corretta nello sport e nel lavoro
- routine di rafforzamento e allungamento regolare
FAQ – Domande frequenti
Quanto tempo serve per guarire?
Dipende dalla gravità: da qualche settimana nei casi lievi, fino a diversi mesi in quelli cronici. Una diagnosi tempestiva accelera il recupero.
Passa da solo?
Può migliorare con riposo e cura, ma la fisioterapia garantisce esiti più stabili.
Serve un tutore?
Sì, aiuta a ridurre la tensione e ad alleviare il dolore, ma è utile solo se accompagnato dalla riabilitazione.
Occorre l’intervento chirurgico?
Molto raramente. È indicato solo dopo un trattamento conservativo fallito.
Conclusione
Il gomito del tennista è un disturbo comune ma facilmente gestibile. Con diagnosi accurata, terapia mirata e prevenzione regolare, si può tornare a una vita quotidiana attiva e senza dolore. Prendersene cura tempestivamente significa migliorare la qualità della vita, sia nello sport che nel lavoro.


























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